La disinfezione delle acque reflue riduce o inattiva microrganismi potenzialmente patogeni prima dello scarico o del riuso. Non coincide con la sterilizzazione, che mira all'eliminazione di tutte le forme microbiche, e non sostituisce le fasi che rimuovono solidi e sostanza organica.
Principali sistemi
- radiazione ultravioletta (UV): inattiva i microrganismi senza aggiungere un residuo disinfettante; richiede buona trasmittanza e superfici pulite;
- cloro e derivati: richiedono dosaggio e tempo di contatto controllati; possono rendere necessaria la declorazione e la verifica dei sottoprodotti;
- ozono o altri ossidanti: possono essere impiegati per obiettivi specifici, con apparecchiature e controlli dedicati.
Cosa determina l'efficacia
Torbidità e solidi possono schermare i microrganismi. Contano inoltre dose, tempo di contatto, qualità dell'effluente, portata, pH e temperatura. Il sistema deve essere dimensionato sulle condizioni peggiori previste, non soltanto sulla portata media.
Controllo e sicurezza
Occorre verificare indicatori microbiologici, parametri operativi, allarmi e manutenzione. Per sistemi chimici servono gestione sicura dei reagenti e controllo del residuo; per UV sono importanti intensità, ore di esercizio e pulizia delle lampade.
Quando la disinfezione fa parte del trattamento terziario destinato al riuso, requisiti e frequenza dei controlli dipendono dall'impiego e dal piano di gestione del rischio.
